Nei giorni scorsi al magazzino di Re.So. è arrivata una nuova spedizione da Coop Italia.
Il carico complessivo è di 2.300 kg di prodotti, così suddivisi:
- 1.740 kg di prodotti alimentari
- 560 kg di prodotti extra-alimentari
Quando si parla di recupero solidale si pensa soprattutto al cibo, ed è giusto: è quello che raggiunge direttamente le famiglie attraverso la rete delle associazioni del territorio. Ma anche l’extra-alimentare è fondamentale per la vita dell’associazione.
Molti di questi prodotti vengono infatti utilizzati nei mercatini della solidarietà, momenti importanti di autofinanziamento che permettono a Re.So. di sostenere i costi del magazzino e delle attività quotidiane.
Il rapporto con il mondo Coop ha radici profonde
Come viene ricordato nell’intervista che abbiamo realizzato con Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza Unicoop, «l’idea di Re.So., del Recupero Solidale, nasce nel 1998 da un gruppo di soci della nostra cooperativa e da alcuni dipendenti, mossi dalla forte sensibilità rispetto all’avanzare degli sprechi in ogni attività, soprattuttonella grande distribuzione. Questo impulso, nato tra persone diverse che però facevano riferimento alle cooperative, si è sviluppato, poi, in un progetto che si è mantenuto in vita per tutti questi anni; a guardarlo oggi, coi suoi esiti,sembra quasi incredibile. Per noi la partecipazione a questo progetto come cooperativa è stata essenziale per più motivi: da un lato per aiutarci a ridurre ciò che veniva buttato via, dall’altro ha avuto un valore sociale, dato dal destinare quel che fisiologicamente non può essere venduto a persone che ne hanno bisogno. Ma c’è anche un valore etico profondo, che non è “soltanto” aiutare le persone ma costruire consapevolezza, anche al nostro interno, rispetto allo spreco».
Da allora questa collaborazione non si è mai interrotta e, negli anni questa esperienza ha contribuito anche a diffondere una maggiore attenzione allo spreco alimentare e alla responsabilità nel gestire le eccedenze, dentro e fuori i punti vendita. Continua Daniela: «Credo che [Re.So.] ci abbia dato una svegliata, che ci abbia suonato un campanello. Ricordo che, in un primo momento, parlavamo con Marinella e con Grazia ed eravamo tutti quanti stupiti delle quantità. Poi le quantità si sono ridotte e tra di noi, naturalmente, si diceva “bene che si sono ridotte, vuol dire che si è alzata l’asticella dell’attenzione rispetto a questo”. Quindi è stato uno stimolo importante. L‘esperienza in sé, col suo carattere sociale, per noi è stata una scuola, perché si è allargata in un territorio sempre più grande,e questo ha significato coinvolgere tanti soggetti, mettere in moto anche le persone che lavoravano nei punti vendita e vedere che cosa succedeva. Insomma, c’è stata una sorta di cittadinanza attiva che si è in qualche modo costruita intorno al progetto».
Per Re.So. questa collaborazione rappresenta una delle basi su cui si è costruita tutta la rete di recupero che oggi coinvolge decine di associazioni del territorio.
Per questo ringraziamo Coop Italia che da oltre vent’anni sostengono concretamente il recupero solidale. Ogni spedizione che arriva al magazzino è molto più di un carico di prodotti: è il segno di una collaborazione che continua nel tempo e che permette di trasformare le eccedenze in aiuto concreto per la comunità.

















