Il 2025 è stato, per Re.So., un anno particolarmente complesso.
Non tanto per un singolo evento, quanto per la somma di difficoltà che, a partire dal mese di giugno, hanno inciso profondamente sulla nostra quotidianità operativa.

Il 12 giugno un incendio ha reso inagibile una parte significativa del nostro magazzino. Da quel momento ci siamo trovati a lavorare in condizioni molto critiche: spazi ridotti, materiali da spostare e riorganizzare, tempi più lunghi, passaggi aggiuntivi. Solo il 20 ottobre il magazzino è tornato pienamente utilizzabile. Nel frattempo, alle difficoltà logistiche si sono sommate quelle burocratiche, che spesso hanno rallentato o complicato ulteriormente il lavoro. Un esempio fra tutti: per riavere i cassoni per la spazzatura sono stati necessari 35 giorni, con conseguenze evidenti sulla gestione ordinaria.

Eppure, nonostante tutto questo, una cosa è rimasta certa: Re.So. non si è mai fermata.
La distribuzione alle associazioni della nostra rete è andata avanti, sia per i prodotti alimentari sia per la frutta e la verdura. Le persone in difficoltà, che ricevono aiuto attraverso le vostre associazioni, non hanno subito interruzioni né riduzioni a causa dei nostri problemi organizzativi. Questo risultato non era scontato e non è dipeso da singole scelte, ma dalla tenuta di una rete che ha continuato a funzionare anche in condizioni anomale, grazie all’impegno dei volontari e alla collaborazione costante fra tutte le realtà coinvolte.

In un anno segnato da queste criticità, siamo riusciti comunque a raggiungere un dato che racconta con chiarezza la continuità del nostro lavoro: oltre 190.000 kg di frutta e verdura recuperati.

Il bilancio sociale verrà pubblicato fra alcune settimane e restituirà il quadro completo delle attività, ma questo numero può già essere condiviso perché dà la misura di quanto, anche nei momenti più difficili, il recupero non si sia interrotto e abbia continuato a sostenere le famiglie seguite dalla nostra rete.

Il 2025 è stato anche l’anno in cui abbiamo perso Stefania, referente per il sociale della Croce Rossa Italiana di Empoli. Da quando aveva assunto questo incarico, Stefania era diventata una presenza importante per Re.So.: una collaboratrice attenta, disponibile, capace di costruire relazioni fondate sulla fiducia e sulla condivisione. La sua scomparsa ci ha colpiti profondamente. La sua vicinanza e il suo affetto restano parte del nostro percorso e del modo in cui pensiamo il lavoro comune.

Arrivando alla fine di questo anno, è inevitabile sentirsi stanchi. Le difficoltà sono state molte e, a tratti, hanno messo alla prova la nostra capacità di reggere l’urto. Ma se siamo riusciti ad andare avanti è perché non siamo mai stati soli. Re.So. è una rete costruita nel tempo, fatta di relazioni, di responsabilità condivise, di presenza reciproca, che continua a funzionare anche quando il contesto diventa complicato.

Questa idea di rete, che per noi non è mai stata solo organizzazione ma scelta quotidiana, somiglia molto a ciò che Bauman definisce comunità: «la comunità è un compito, non un rifugio». Un compito che richiede continuità, attenzione e la disponibilità a farsi carico, insieme, delle difficoltà.

La Presidente
Marinella Catagni